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FOSDEM – giorno 1

(Dal nostro inviato Giacomo Magnini)
Fosdem

Una giornata tutto sommato bruttina, ma certamente molto più calda del previsto: questa in sintesi la situazione climatica trovata in quel di Bruxelles al mio arrivo. Mi ero accordato via SMS con il compagno di sventure Gabriele Tittonel per sincronizzare i nostri spostamenti, e il poveretto mi ha dovuto aspettare ben più del previsto. Terminato il check-in in albergo (carino, molto centrale ma senza connettività!), ci siamo diretti verso l’autobus che ci avrebbe portato al nuovo complesso universitario ULB dove è ospitato l’evento.

Dopo una breve consultazione abbiamo deciso di ritardare l’arrivo alla mostra per una rapida sosta di supporto vitale (cibo) che mi sono prontamente versato sull’unico paio di pantaloni: e vai così!

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Alla conquista del web – breve storia di Mozilla

Le origini

Sebbene il primo browser della storia sia stato WorldWideWeb, esso serviva a scopi dimostrativi ed era disponibile solo per sistema operativo NeXT – perciò in seguito fu chiamato Nexus. Il primo browser a raggiungere un’apprezzabile popolarità internazionale fu Mosaic, il cui sviluppo fu iniziato da NCSA nel 1992.
Il leader del gruppo che lo sviluppò, Marc Andreessen lasciò NCSA insieme ad altri quattro studenti dell’University of Illinois e fondò la Mosaic Communications Corporation che diventò Netscape Communications Corporation produttrice di Netscape Navigator.
Questo browser, nato ufficialmente nel 1994, crebbe in fretta e fu la piattaforma su cui vennero messe a punto alcune tecnologie oggi diffusissime (come ad esempio JavaScript).
La società Spyglass, Inc. acquistò in seguito la tecnologia e i marchi da NCSA per produrre il suo web browser. Spyglass Mosaic fu poi venduto alla Microsoft, che lo modificò e lo rinominò come Internet Explorer.
I due browser più diffusi al mondo hanno quindi in Mosaic un antenato comune.

La guerra dei browser

Netscape Navigator, un tempo web browser di riferimento per i navigatori di Internet, vide la sua enorme popolarità declinare progressivamente ad opera del suo più grande rivale, Microsoft Internet Explorer.
Internet Explorer, infatti, che aveva debuttato nel 1993 con la versione 1.0, all’epoca non era ancora in grado di competere con la suite di Netscape sia in termini di funzionalità, sia in precisione nella resa grafica delle pagine web (rendering).
Internet Explorer non veniva ancora fornito “di serie” con il sistema operativo Microsoft Windows: l’azienda di Bill Gates non lo considerava infatti un prodotto strategico (lo stesso Bill Gates all’epoca non riteneva Internet un business) e non ne aveva spinto la diffusione, continuando a considerarlo un modulo applicativo esterno al sistema operativo, con il proposito di venderlo separatamente da Windows.

Nel 1997, quando Internet Explorer e Netscape Navigator erano entrambi giunti alla versione 4.0, Microsoft scelse però di distribuire il proprio browser insieme al sistema operativo Windows 98 (all’epoca il più diffuso al mondo). Questa mossa, molto spregiudicata, si rivelò vincente: cambiare il browser diventava per gli utenti un’operazione costosa e faticosa e così Netscape Communicator, da quasi monopolista del settore, perse rapidamente quote di mercato fino ad essere utilizzato solamente da una piccola percentuale di simpatizzanti.
La guerra dei browser si conclude virtualmente nel 2000. Da questo momento in poi, Internet Explorer diviene leader del mercato dei browser.

Mozilla e la rinascita

La parola “Mozilla” risale al 1994: era in origine il nome in codice del browser Netscape e ha due possibili interpretazioni: qualcuno dice che fosse l’unione di “Mo”, che riportava a Mosaic, e di “-zilla”, da Godzilla il dinosauro (era il 1994, anno del film “Jurassic Park” e i lucertoloni erano di moda).
Altri, invece, sostengono che fosse una contrazione di “Mosaic-Killer”, e quindi indicasse il browser destinato a succedere a Mosaic.
Nel 1998 Netscape, prima di essere assorbita dal colosso America On Line (AOL), diede vita al progetto Mozilla rilasciando il codice sorgente di Netscape 4 con licenza open source: il progetto Mozilla si proponeva di creare un browser innovativo, basato sul nuovo motore grafico Gecko (che da questo momento non verrà più abbandonato) e consentiva a tutti – professionisti, dilettanti, hacker e semplici utenti – di contribuire su base volontaria alla sua evoluzione.
In realtà, trattandosi di una suite di programmi (oltre al browser comprendeva anche un client di posta elettronica, un editor di pagine HTML e una rubrica, cui in seguito si è aggiunto anche un client IRC), il nome corretto ed ufficiale del prodotto fu Mozilla Application Suite. Il programma era multipiattaforma, ossia disponibile per i principali sistemi operativi: Microsoft Windows, GNU/Linux, Mac OS, OS/2 e Solaris.
Lo sviluppo di Mozilla avvenne in seno alla “Mozilla Organization – un gruppo di dipendenti della Netscape – fino al 2003, anno in cui AOL decide ritirarsi dal progetto e di smantellare l’organizzazione. I coordinatori dell’organizzazione proseguirono, costituendo la Mozilla Foundation (Fondazione Mozilla).

Nel 2001 la Microsoft lancia Windows XP e Internet Explorer 6; l’azienda di Bill Gates è ancora leader incontrastata del settore con il 95% di quota di mercato, ma l’impressione generale è che da tempo il browser Microsoft manchi di nuove caratteristiche; inoltre il prodotto comincia ad essere avvertito come molto carente sotto il profilo della sicurezza.

Firefox

Nel settembre 2002, a causa di alcune divergenze con le linee generali di sviluppo, all’interno della Mozilla Foundation venne avviata la sperimentazione su un browser derivato dal codice sorgente di Mozilla.
La filosofia progettuale puntava alla facilità d’uso, alla stabilità, alla personalizzazione, al rispetto degli standard web, alla sicurezza, alla compattezza e alla velocità.
Il primo nome scelto fu Phoenix (Fenice, in inglese), per simboleggiare la rinascita dalle ceneri di Netscape. Tale nome dovette tuttavia essere cambiato perché in conflitto con Phoenix Technologies, azienda produttrice di BIOS.
Il nome scelto fu allora Firebird, a sua volta abbandonato perché in conflitto con il database Firebird SQL.
Venne stabilito finalmente il nome Firefox.

La versione 1.0 vide ufficialmente la luce il 9 novembre 2004. Tra le varie iniziative previste per il lancio, venne avviata una sottoscrizione con l’obiettivo di pubblicare una pagina pubblicitaria sul New York Times, che raccolse complessivamente 250.000 dollari.
Firefox è open source al pari di Mozilla, e come il suo predecessore è anch’esso multipiattaforma e disponibile per sistemi Microsoft Windows, GNU/Linux, Mac OS, OS/2 e Solaris.

SeaMonkey

Nel 2005, sulla scia del successo ottenuto per Firefox (e per il client di posta Thunderbird), la Fondazione Mozilla decise di non proseguire nello sviluppo di Mozilla Application Suite, che si arrestò alla versione 1.8 beta 1. Le versioni stabili e ufficiali invece proseguirono fino alla versione 1.7.13.
Secondo la migliore delle tradizioni del software open source, dai sorgenti di Mozilla Application Suite nacque un altro progetto, detto SeaMonkey (la parola era in origine il nome in codice del browser Mozilla) coordinato dal SeaMonkey Council e ospitato sui server della Mozilla Foundation.

Il Council è un gruppo di sviluppatori totalmente indipendente dalla Fondazione Mozilla che ha deciso di seguire e continuare lo sviluppo della suite di applicazioni. La Fondazione ha appoggiato tale iniziativa fornendo le macchine, l’infrastruttura di supporto e la collaborazione di alcuni sviluppatori ufficiali che si impegnano a mantenere la compatibilità dei cambiamenti a Gecko anche per SeaMonkey.
La prima versione stabile di SeaMonkey è stata la 1.0, rilasciata il 30 gennaio 2006 e basata sullo stesso codice di Mozilla 1.8.

Una nuova guerra dei browser?

Sebbene Internet Explorer (arrivato ora alla versione 7) sia ancora il browser più diffuso, Firefox continua ad erodere progressivamente quote di mercato al rivale di Redmond.
Diversamente però da quanto accadde in passato, gli utenti del web hanno oggi tantissime alternative tra cui scegliere, dal momento che molti altri browser hanno fatto in questi ultimi anni la loro comparsa: oltre a Firefox e Internet Explorer, ricordiamo il browser freeware Opera, Chrome di Google, Safari di Apple (incluso nel sistema operativo MacOS X), Konqueror per Linux, e i molti altri browser sviluppati sul motore di rendering Gecko tra cui K-Meleon, Flock, il sopraccitato SeaMonkey (multipiattaforma), Camino per MacOS X ed Epiphany per Linux.

Ringraziamenti

Ringraziamo, per la stesura di questa breve storia dei browser, gli autori delle seguenti pagine su WikiPedia: Mosaic, Internet Explorer, Firefox, Guerra dei browser, Mozilla, Netscape Navigator, SeaMonkey, Browser.

È possibile anche scaricare un documento in formato PDF (in inglese) che illustra le principali tappe di questa storia, “commentata” da Foxkeh, la mascotte ufficiale di Mozilla Japan (le immagini contenute nel PDF sono distribuite su licenza CC per il Giappone).


Note su Camino 1.5.4

In Camino 1.5.3, sono stati inseriti i seguenti miglioramenti e modifiche rispetto alla versione 1.5.2:
•    Aggiornamento alla versione 1.8.1.9 del sistema di visualizzazione Gecko di Mozilla, che include soluzioni ad alcuni problemi importanti di compatibilità web introdotti con la versione 1.8.1.8 di Gecko.
In Camino 1.5.2, sono stati inseriti i seguenti miglioramenti e modifiche rispetto alla versione 1.5.1:
•    Aggiornamento alla versione 1.8.1.8 del sistema di visualizzazione Gecko di Mozilla, che include soluzioni ad alcuni problemi importanti di sicurezza e stabilità.
•    Lunghi elenchi di download e icone dei siti corrotte non impediscono più a Camino di caricare pagine o aprire finestre.
•    Visualizzando il codice di un frame, ora Camino usa i dati in cache invece di richiedere nuovamente il contenuto del frame.
•    Quando del codice JavaScript chiede di portare in primo piano una finestra ridotta nel Dock, ora Camino ripristina correttamente la visualizzazione della finestra.
•    Le pagine che eseguono azioni mentre la scheda o la finestra sono chiuse ora funzionano correttamente.
•    Camino non aggiunge più alla cache delle icone dei siti (favicon) le icone per i documenti locali.
•    Aggiornamento del codice per la funzione «Blocca animazioni Flash» utilizzando Flashblock 1.5.4.1.
•    Aggiornamento alla versione 0.9.6.3 del Java Embedding Plugin incorporato.
•    Migliorato il blocco delle pubblicità.
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Gli scheletri nell’armadio di Mozilla.org

Premessa

Questo articolo non vuole rappresentare una critica fine a se stessa, ma un monito per tutti coloro che si fidano ciecamente di quanto leggono sulle press release, nelle interviste e sui blog che riguardano il mondo di mozilla.org: non sempre è tutto oro quello che luccica…

Chi scrive ha vissuto con alterne vicende il periodo di sviluppo di Mozilla da quando era ancora Netscape/AOL fino all’odierna Fondazione/Corporation, non certo come interno, ma da semplice utente/tester, tramite bugzilla, IRC ed i newsgroup. Il tutto a partire dalla Milestone 09 di Mozilla Suite, una delle prime a non esplodere appena fatto clic su un pulsante e con uno straccio di client di posta funzionante, per poi passare all’utilizzo esclusivo della Suite a partire dalla Milestone 13 (1999 o inizio 2000).
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Verified Fixed – Storia di un bug su BugZilla

Sommario

  1. Aiutiamo Mozilla
  2. La scoperta di un bug
  3. Primi passi su Bugzilla
  4. Evoluzione di un bug
  5. Vita da patch
  6. Risolto!
  7. Ringraziamenti

1. Aiutiamo Mozilla

Lo sviluppo del codice di Mozilla si basa sulla presenza e sulla coesistenza di diversi elementi, ognuno con la propria importanza. Sono necessari i progettisti software per stabilire in che direzione far evolvere il codice, i programmatori per implementare tale visione, gli scrittori per documentare sia il codice sia le applicazioni, esperti di sviluppo web per modificare e migliorare l’offerta dei siti relativi a Mozilla. In ultimo, solo per l’ordine naturale dello sviluppo software ma non meno importanti, sono necessari gli utenti finali: solo loro infatti possono mettere alla frusta un prodotto e ricreare le situazioni di utilizzo più astruse.
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Firefox su Pc Professionale

È disponibile sul nostro sito, in formato pdf, l’articolo su Firefox e Thunderbird scritto da Filippo Moriggia per il numero 164 di Pc Professionale (novembre 2004).

Scarica l’articolo!